Franco Danieli

Classe 1956, avvocato cassazionista specializzato in diritto internazionale, è eletto alla Camera dei Deputati nella XII e XIII legislatura. Sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri nel secondo governo D’Alema (22 dicembre 1999 – 25 aprile 2000) e nel secondo governo Amato (25 aprile 2000 – 11 giugno 2001), si distingue nella promozione della cultura italiana e del patrimonio artistico del Bel Paese nel mondo.

È lui ad organizzare mostre all’estero dei giovani studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma ed è grazie a lui che si scongiura la dispersione in Brasile di una importante raccolta di disegni di Giulio Aristide Sartorio. Opere acquisite dallo Stato Italiano. È l’anima della Convenzione Europea sul Paesaggio

Eletto al Senato della Repubblica nella XIV e XV legislatura è stato Vicepresidente della Commissione Affari Esteri, Presidente della Sezione italiana dell’Unione Interparlamentare per le relazioni con i Paesi dell’ex Unione Sovietica e componente della delegazione parlamentare italiana al Consiglio d’Europa a Strasburgo e di quella della U.E.O. a Parigi. 

Nominato Viceministro degli Affari Esteri nel secondo Governo Prodi, con delega agli italiani nel mondo, oltre all’impegno nella tutela degli italiani all’estero, ha partecipato ai lavori per l’assegnazione dell’Expo 2015 a Milano

Ha fondato il CenRI (Centro per le relazioni internazionali) e diretto la rivista di studi geopolitici Analisi XXI. È presidente del Gaia International Film Festival.

Saggista raffinato, autore di numerose pubblicazioni, è pure apprezzato pittore e scultore. A Milano è allievo di Marco Melzi e lì consegue il diploma di maturità artistica, seguendo poi il corso di Enrico Manfrini presso l’Accademia di Brera.

Negli anni milanesi frequenta Raffaele De Grada ed Ernesto Treccani e si accosta all’esperienza di “Corrente”. Dopo l’incontro con Enzo Bassani, nella seconda metà degli anni ’70, inizia a studiare e a collezionare l’arte africana. Con alcuni colleghi, stimolati dalle analisi di Franco Basaglia, sviluppa esperienze artistiche con persone costrette nelle istituzioni psichiatriche.

Costretto per qualche anno dagli impegni professionali e istituzionali a ridurre il tempo dedicato alla produzione artistica, riprende a lavorare grazie al fraterno impulso di Alessandro Kokocinski. Espone in mostre personali e collettive.

Autore