Estratto da “Krínomai. Rivista italiana di storia e critica delle Arti”, n. 2 (Milano, 2025), pp. 163 – 168.
Complessità e fluidità sembrano essere i caratteri dominanti del mondo contemporaneo, caratterizzato da un incalzante progresso tecnologico, una globalizzazione che rischia di annullare ogni specificità culturale. L’arte del nostro tempo è sempre più improntata a contaminazioni di linguaggi e, in questo scenario, gli artisti non rinunciano al loro ruolo di costruttori di narrazioni “altre”, disegnando possibili visionarietà per raccontare il presente, immaginando il futuro. Di pari passo all’impiego di linguaggi sempre più legati alle nuove tecnologie avanzate, questi “creativi” non rinunciano a confrontarsi con un mezzo antico come il mosaico, adattandolo alle nuove specifiche espressive, rinnovando le ricerche anche con materiali diversi dalle classiche “tessere” con il quale è conosciuto. Ritroviamo il mosaico in opere di design, in scultura e nella “public art”. Questa tecnica sembra aver trovato una nuova e vitale stagione, anche in considerazione della sua versatilità tecnica, dalla particolare resistenza e adattabilità nei diversi contesti.

(Fotografia di Gianluigi Conti).
La valente e ormai affermata artista Patrizia Dalla Valle, che vive il presente ma che ha dentro la storia, ha scelto il mosaico ottenuto da frammenti di materiali diversi, attraverso i quali fa emergere la bellezza e lo splendore di tempi storici. Con la propria sensibilità, giunge ad una sintesi espressiva ed originale, volta alla contemporaneità in dislogo con la tecnica bizantina. Il suo percorso artistico, inizia dopo la laurea, frequentando botteghe d’arte di ceramisti e mosaicisti a Ravenna.
Successivamente, l’artista giunge alla consapevolezza che il mosaico è il linguaggio che più le appartiene; quello che predilige, quello che le permette di esprimere al meglio la sua personalità e il suo senso estetico.
Nel tempo ha affinato e consolidato sempre più un’originale ed autonoma ricerca progettuale e tecnica attraverso la sperimentazione su materiali diversi, portando così il mosaico a vivere il nostro tempo, diventando ancora una volta linguaggio universale.
Il lavoro della Dalla Valle, in parte, parla della grande tradizione bizantina, coniugata ad una significante ricerca che la porta alla nostra contemporaneità donandole l’originalità di un linguaggio personale di lucente bellezza. Le implicazioni nell’arte contemporanea derivate dalla memoria musiva sono il frutto conclusivo, atto a far emergere il suo gesto creativo. Un estro che viene sviluppato per progetti piani e scultorei, tematici, culturali-artistici, alcuni dei quali decisamente rilevanti come “Interno bizantino”, dedicato allo splendore artistico di Ravenna e Bisanzio. “Tagli dal tempo”, che vuole leggere l’interiorità umana e le proprie fragilità. “Ovuli”, che dalla nascita greco-romana della decorazione architettonica, si sono trasformati nel linguaggio della Dalla Valle, in una rinascita contemporanea andando a formare installazioni sia da esterno che da interno.

Tecnica musiva su poliuretano, argenti, ori policromi e vetri, cm 32x100x76 (collezione privata).
Non possono mancare i progetti denominati “Macro”, “Lacerti” e “Palmira”; quest’ultimo si sviluppa nell’astrazione di un mosaico dove l’oro prevale, per ricordare la meraviglia di quel sito patrimonio del mondo, offeso dai barbari.
Altri importanti progetti sono: “Oltre Bisanzio”, “Ermeneutica”, “Approdi”, “Oltre”, “Collezione artistica universale”, “Gioielli”, “Geosculture” e “Interni”, ultimo progetto in itinere. Gli elementi scultorei di “Interni”, si sono sedimentati ed arricchiti nel tempo, ma solo attualmente l’artista è riuscita ad annodare quel filo che unisce i dettagli dei progetti passati alla ricerca del suo design artistico. Fondanti e rivelatrici sono state le opere del progetto “Geosculture”. Oltre ai progetti descritti, l’artista rivolge il proprio lavoro anche ad altre creazioni che poggiano sulla sua innata passione verso uno scenario reale e sociale, osservando e analizzando ciò che la circonda. Il percorso creativo di Patrizia Dalla Valle è riconosciuto attraverso importanti testi critici riguardanti opere ospitate in musei ed importantissimi spazi pubblici e privati in Italia e all’estero.


Tecnica musiva su resina, ori, vetri e ottonella, diametro cm 60.
Fra le più importanti esposizioni dell’artista si ricordano: Phos, mostra sui Bizantini a Madonna delle Virtù, Sassi di Matera; Casina delle Civette – Musei di Villa Torlonia, Roma; Circolo Ministero Affari Esteri, Roma; Museo Archeologico Nazionale, Venezia; Museo Archeologico Provinciale Isola di Torcello, Venezia; 57° Biennale d’Arte, Padiglione Repubblica Arabo-Siriana, Venezia; Musé e National de Belle Artes, Avana (Cuba), per i 500 anni della fondazione della città; Museo Archeologico, Monteleone di Spoleto; IX Biennale d’Arte Contemporanea, Taskent (Uzbekistan). L’artista negli anni è stata premiata con prestigiosi riconoscimenti per il suo contributo all’arte; Premio Olmo (2016), Premio Internazionale Spoleto Art Festival (2021 e 2022), Premio Internazionale Biennale di Venezia, Menotti Art Festival (2022) e Premio Ponte Vecchio dell’Associazione Toscana Cultura.


Figg. 5-6 Troni (dal progetto “Interno bizantino”, 2009). Tecnica musiva su resina, ori e tessuto, cm 142x69x70 e Gotico regale (dal progetto “Ermeneutica”, 2019). Tecnica musiva su resina, ori, smalti, ottonella, cm 190x66x60.
- Critica e curatrice d’Arte (Cesena). ↩︎
