Estratto da “Krínomai. Rivista italiana di storia e critica delle Arti”, n. 2 (Milano, 2025), pp. 85-92.
DANZARE CON LA VITA
Ho imparato a danzare con la vita,
lasciando indietro ogni rancore,
a piegarmi al tempo come un albero spoglio,
a sussurrare segreti alla mia anima smarrita.
Ho imparato a tessere con fili d’arcobaleno,
sogni e speranze in un mondo incantato,
a dipingere il cielo con colori pastello,
a trovare la bellezza nel più oscuro peccato.
Ho imparato a navigare gli oceani dei sentimenti
tra tempeste e quiete placide,
a cercare nell’abisso una luce divina,
a sfidare il destino con fede intraprendente.
Ho imparato a cantare con la voce del cuore,
melodie antiche di amore e dolore,
a lasciare che il vento porti il mio dolore
a sorridere anche quando il sole si fa scuro.
Ho imparato che nella vita c’è sempre un dono,
anche tra le spine nasce un fiore,
che ogni passo compiuto è un sentiero buono,
e ogni caduta è un invito a un nuovo inizio.
Così, tra le pieghe della mia esistenza,
ho imparato a essere semplicemente me,
a danzare, tessere, navigare con pazienza,
e a scrivere questa poesia che è la mia verità.

MONACO IN RIVA AL MARE
Tra una fenditura e uno spiraglio siderale,
il lutto nordico; verecondo istante templare,
sfida la distanza tra la materia e lo spirito.
Scopre l’inestinta dottrina dell’unità degli opposti,
l’ignoranza dotta della negazione. Il distacco
dalla mondana vanagloria, la spiccata trascendenza della rosa.
Ascolta, già i remoti trionfi della Storia
annegano nei riflessi della metamorfosi solare;
tracimano i secoli sulla foschia degli spiriti
nel gotico salmodiare del monaco, nell’aperto mare boreale.


LA DAMA D’OMBRA
di Rocco Marra3
Un occhio su un mucchio di teschi
che parla e procrea il seme della vita.
Donna dalla carnagione scura,
seduta su un corno di marmo.
Un velo ti copre delicatamente,
accarezzando con dolcezza le tue rotondità.
Da dove arriva il tuo sguardo celeste,
che, come una freccia, trafigge le teste.
Eremita solitario,
chi godrà delle tue labbra rosso porpora?
La tua ombra sfocata sul muro,
lineamenti di una venere dolce,
il tuo disegno che ti rese fertile,
e che rese immortale il desiderio.
Donna dalla pelle tenebra,
ornata di orecchini e gioielli,
tu che vieni dall’altra parte del mare,
e che porti con te il seme dell’amore,
la virtù e la bellezza.
Inseguitrice del peccato,
il mondo ti accarezza selvaggiamente
e tu scalza lo calpesti,
inseguendo fra ombra e prosperità
il tuo più sublime pensiero.
Quel pensiero che ci emoziona,
ci scandalizza e
che in fine ci rende liberi.

#la_questione
Ringhiere di rose colorano in calce le calde stagioni scrostate dagli arcigni e si scorge – come di macchia – una secca di rosso sbiadita e disfatta. Che aspetta].
Restano liquide le ossa, con una non greve boccaccia
fatta da molto lontano.
Le autorità cittadine stesero subito un rapporto,
ma
.
facciamo un passo indietro – di grazia – sulla soglia del concesso
e accenniamo uno svantaggio all’arrembaggio della Storia.
Ciascuno è guardiano del segno che a vento lento solca
ed è arduo scoprire un drago in un grumo di pantano.
Con questo non vuol dire che parlar non se ne debba
tutt’altro, ma basta piangere un Morto che è risorto.
Percosso, maledetto ed infamato
vide crollar tutta la passion del Meridione,
saccheggiata per emulazione.
Della questione.
[…]
#question #meridionale #essereononessere

